Creato da due ex manager che per anni hanno lavorato in multinazionali, Roberta Vanetti e Antonella Padova, il marchio Kinanto apre uno show room nella Città Giardino: è il secondo store dopo Milano

3968_varese«Ogni capo che realizziamo è unico e inimitabile: niente doppioni o abiti prodotti in serie. Vogliamo far emergere la personalità di ogni donna, dando risalto a gusti e preferenze personali». È questa la filosofia alla base di Kinanto, il marchio fashion che ha inaugurato in questi giorni un nuovo show room in Via Griffi 3 a Varese.

L’idea di realizzare capi in tessuti pregiati, con attenzione ai dettagli e cura sartoriale, è di due ex manager che per anni hanno lavorato in aziende multinazionali, Antonella Padova e Roberta Vanetti e che, tre anni fa, hanno aperto il primo show room, in Corso Como 9 a Milano: «La nostra idea imprenditoriale è piaciuta molto e abbiamo riscontrato un buon successo, per questo abbiamo deciso di aprire un secondo punto vendita a Varese» dicono.

Lo show room funziona come una sorta di salotto dove le clienti incontrano Antonella e Roberta, preferibilmente su appuntamento, per costruire il proprio look: «La qualità e l’unicità sono i punti di forza del nostro marchio: nei nostri show room ognuno può costruire il proprio capo su misura, adattarne uno esistente o crearne di nuovi secondo i propri gusti. Non abbiamo una collezione vera e propria ma delle proposte di modelli che spesso hanno i nomi delle clienti, proprio a sottolineare lo stretto rapporto di correlazione».

L’obiettivo è far diventare i circa 100 metri quadrati dello show room di Varese, che si trova all’interno di in un cortile nell’area pedonale, un punto di ritrovo e incontro al femminile: «Il nostro negozio è un salotto a disposizione delle donne, ci piacerebbe farlo diventare uno spazio sereno dove potersi trovare per parlare di temi che ci stanno a cuore o anche solo per fare quattro chiacchiere tra amiche» dicono Antonella e Roberta.

Tutti i capi firmati Kinanto sono cuciti da artigiani italiani e ricamati a mano, con attenzione ai dettagli e cura sartoriale, e sono realizzati in materiali pregiati che provengono un po’ da tutto il mondo: «L’attenzione ai tessuti è per noi fondamentale – affermano -. Utilizziamo molto la seta in tutte le sue forme (cady, crepe, raso, organza, chiffon e taffetas) e abbiamo anche broccati fatti con sete lavorate, freschi di lana e anche con lana e seta. Per le stagioni più fredde, prediligiamo il cachemire, anche quello impermeabile. Realizziamo anche molti abiti in viscose naturali, pensati per le donne che viaggiano molto, in quanto non si stropicciano negli spostamenti».

Le stoffe sono acquistate in piccole quantità per realizzare solo un capo: le rimanenze vengono utilizzate per realizzare accessori o i dettagli di altri capi che vanno a far parte della linea Kinanto Reloaded. Nello show room di Varese, così come in quello di Milano, trovano spazio anche accessori creati da altri stilisti che incarnano la filosofia dell’unicità di Kinanto come i gioielli di Cristina Pastori e i costumi di Scostumata.3968_abito_webLa storia. Antonella e Roberta sono due amiche che hanno in comune un passato come manager in aziende multinazionali e la passione per i tessuti pregiati. Da qui, la decisione di dedicarsi insieme all’avventura imprenditoriale di Kinanto. Antonella, siciliana, fin da piccola impara a conoscere e amare il mondo della sartoria: «Devo questa passione a mia zia che mi ha trasmesso l’amore per i tessuti, tanto che a 6 anni ho chiesto in regalo una macchina per cucire – racconta Antonella -. Crescendo ho fatto altre scelte: dopo la laurea mi sono dedicata a progetti lavorativi per multinazionali che nulla avevano a che fare con questo settore. Per lavoro ho viaggiato molto e, ogni volta, mi ritagliavo uno spazio tutto per me, cercando nei Paesi che visitavo delle stoffe caratteristiche e particolari da mettere in valigia. Dal 2008 ho iniziato a creare dei capi per le amiche che sono stati accolti con entusiasmo». Così nel 2011 è nato Kinanto, un nome che rappresenta la collaborazione profonda tra Antonella e il marito Chino, che la sostiene e incoraggia partecipando attivamente al progetto, fin dai primi passi. Nel luglio 2015 al progetto Kinanto si aggiunge Roberta Vanetti, di Varese, anche lei una storia familiare legata ai tessuti: «Mia nonna cuciva gli abiti per le ricche famiglie milanesi in vacanza nelle ville Liberty della Valganna, un’attività che per me aveva un grandissimo fascino – racconta Roberta che è sposata con Mario e ha una figlia, Lisa -. Ho lavorato nella comunicazione per una grande multinazionale e adesso ho voluto dedicarmi a questo progetto per realizzare questo sogno nel cassetto».

 

credits: Ufficio stampa Eo Ipso